giovedì 23 dicembre 2010

DA SARAH A YARA, SE IN TV C'E' LA SAGA DELL'HORROR

Non so voi, voi pordenonesi intendo, io penso che le televisioni stiano passando il segno. Ieri, l'invereconda fiera di Avetrana, con le tv di Stato affaccendate due mesi a sgomitare con le emittenti private per un posto sul marciapiede davanti a casa Misseri e i conduttori di talk show infervorati a spacciare come dovere d'informazione la sequela di illazioni e psico-ciance inscenata con gli ospiti di turno sui miserabili intrecci familiari da cui è scaturito l'omicidio di Sarah, salvo dimenticare la povera vittima dietro le quinte. Oggi, mille chilometri più a nord, in un paesino del bergamasco, le stesse tv stanno allestendo i bivacchi di fronte alla casa e alla palestra di Yara, un'altra inerme ragazzina sparita senza tracce e, ancor prima di sapere quale sia la sorte toccatale, sguinzagliano, giorno dopo giorno, telecamere e microfoni a rovistare nei paraggi sperando di arrivare prime sul luogo dell'irreparabile, fare lo scoop e incassare l'audience. Non so voi, sempre voi pordenonesi intendo, io penso che, se quelle immagini non scompaiono dagli schermi da sole, tocchi a noi dire basta, cambiare canale e spegnerle. Perderemo una puntata della saga horror, ma guadagneremo qualche punto nella qualità della vita.


Giorgio Coden

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