DELITTO DI AVETRANA: IL BUIO DOPO LA TENEBRA
Ci sono volute le ordinanze di sgombero per schiodare le telecamere dal buco della serratura di casa Misseri.E un divieto d'accesso per fermare i pullman di guardoni che facevano tappa ad Avetrana per il week-end. Non è bastato. Questo per la sagra di paese, peraltro dura a morire visto l'assortimento di telecamere e microfoni che ancora si aggirano nei paraggi. Poi c'è la sagra madre, quella nazional-popolare allestita e tuttora in corso nei salotti Rai e Mediaset, dove non ci sono nè ordinanze né pudori che trattengano i conduttori dal menare la solfa ipocrita del dovere d'informazione e gli ospiti di turno dal cazzeggiare con battibecchi, risate, illazioni e psicociance. Niente cronaca, inchiesta o analisi, solo fregola di rovistare tra le pieghe morbose di una morte, con la vittima dimenticata dietro le quinte. E noi spettatori seduti con loro, noi guardoni dell'orrore, noi complici degli esibizionisti d'ogni risma, noi che gonfiamo gli indici di ascolto delle trasmissioni che mestano nel macabro, noi parte indispensabile degli show che diciamo di non volere ma che guardiamo ogni sera,noi che se ci rimane un barlume di decoro dobbiamo dire basta,cambiare canale e spegnerli. Sì, perchè a noi i risvolti e retroscena del delitto di Avetrana,palesi od occulti che siano, nulla hanno da dirci che già non sappiamo.Siano stati uno, due, tutta la famiglia, lo abbiano fatto in garage,in cantina, nel tinello, abbiano usato una corda, una cintura, le mani, sia accaduto per sesso, ripicca o sbaglio, nulla si aggiungerà e toglierà al senso di squallore e miseria morale che impregna i meandri familiari in cui è covato il proposito omicida. Nessun colpo di scena giudiziario potrà colmare il vuoto della ragione, rendere meno sterile il deserto di sentimenti che stanno dietro l'uccisione di un' innocua quindicenne. E da nessuno di quei talk show, dove tanto si dilettano a frugare nella tenebra di menzogne, contraddizioni e meschinerie spacciate a destra e manca dai protagonisti della tragedia, verrà un spiraglio anche piccolo di luce, solo altro buio, buio pesto per la nostra dignità.
Giorgio Coden